By Andrea Capra, Fabrizio Conca, Giuseppe Lozza, Aglae Pizzone, Giuseppe Zanetto

Qual period il volto che i Greci davano alle Muse? Che cosa si intendeva consistent with ispirazione poetica? Perché los angeles religione greca non aveva testi sacri? Che cos’era l. a. libertà consistent with los angeles democrazia antica? E soprattutto che senso ha, oggi, parlare ancora della civiltà greca? Nella maggior parte degli Atenei italiani l’insegnamento di Civiltà greca affianca ormai los angeles cattedra di Letteratura greca, con l’intento di rendere più accessibile un settore del sapere los angeles cui conoscenza, almeno nelle sue linee portanti, è ritenuta imprescindibile nella formazione di un operatore culturale. Lo scopo di questa Introduzione alla civiltà greca è quello di fornire elementi di conoscenza del mondo greco anche a chi è completamente digiuno di studi classici.
Al lettore viene fornita una chiave di lettura in keeping with capire le ideologie, le trasformazioni culturali, le manifestazioni letterarie, politiche e religiose della grecità classica, partendo dallo sguardo che i Greci avevano su sé stessi.
I testi antichi vengono percorsi in modo trasversale, con un’esposizione priva di tecnicismi, los angeles cui «facilità», frutto di un’attenta selezione delle fonti, si rivolge a qualsiasi lettore, non necessariamente studente, interessato alla cultura greca.

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TI palazzo minoico di Festa gode di un periodo di splendore dtJrante la fase protopalaziale. Gli scavi condotti da Doro Levi negli strati del medio minoico II hanno portato alla luce i resti di costruzioni impressionanti per ampiezza e qualità. Non c'è dub­ bio quindi che il centro economico, politico e amministrativo cbe dominava tutta la pianura della Messan1 nel medio bronzo fosse uno dei piu importanti dell'intera isola di Creta. C. e, in particolare, tra Festo e altri centri della Creta protopalaziale.

A priori potrebbe sembrare strano che all'alba della loro sto­ ria i minoici abbiano inventato due sistemi grafici, quello gerogli­ fico e quello lineare A. In verità non sono gli unici, tra i popoli dell'antichità, ad aver adoperato due scritture diverse per la ste­ sura dei loro messaggi. Gli ittiti, ad esempio, utilizzano a loro volta due scritture, una scrittura cuneiforme ereditata dal cunei­ forme babilonese e una scrittura chiamata geroglifico ittita. C. che gli ittiti imparano la scrittura cuneiforme, forse presso un ambiente culturale siriano vicino ad Aleppo, dove veniva utilizzata una varietà occidentale di cunei­ forme babilonese.

Non a caso Tucidide evoca per i periodi piu alti della storia greca il tempo in cui la talassocrazia di Minasse si estendeva a tutto il mar Egeo e a tutto il Mediterra­ neo orientale. Se è difficile pensare che i palazzi siano stati di­ strutti dall'eruzione di Santorini, si può invece ritenere che la flotta minoica, almeno quella parte che faceva capo ai palazzi vi­ cini alla costa settentrionale dell'isola ed era dislocata sul litorale nord di Creta, abbia sofferto parecchio a causa dell'inevitabile maremoto provocato dall'esplosione del vulcano.

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